In una giornata qualunque d’una vita qualunque, entro nel Centro Commerciale, paradiso del travaso di euri dalle tasche alle casse o da carte di… discredito alle banche prodighe di prestiti favorevoli per il contribuente – elettore che abbiamo in mente noi e che, sicuramente, avete in mente anche voi; dico, entro nel limbo alle quindici precise, o tre pomeridiane, e già il passaggio al primo girone dopo l’atrio comprendente Bar, Spizzico ed Edicola, mi fa brancolare come corpo in rivolta brancola. Gigi mi guarda perplesso, lo rassicuro nella mia moribondità dovuta al nuovo locale pieno di gente, gli faccio un gesto d’assenso e lui si volta.
Nel limbo trogolano esseri purulenti e già s’accapigliano al banco del Bar per avere quella brioche foruncolosa di crema giallognola; guardo una signorina a fiori brandire lo scontrino sbavando che il numero dice chiaramente lei essere l’eletta e l’altro, un bambino cresciuto a crema di cioccolato dacché il culone lo tiene un po’ troppo indietro, paventa diritti sociali ed etici. Volgo i miei tristi lumi ed ad un tavolo una mammina è intenta ad infilare un cucchiaino pieno di gelato nella boccuccia d’un neonato che presto dilagherà cacca molle nel pannolone, il papi non li osserva ma è invece intento a guardare qualcosa nell’Edicola: cerco di seguire il raggio della sua vista ed incoccio un calendario del duemilatre dove una barbellona ammicca intelligenza e profondità salubre: beh, mio caro, pulisciti la bavetta, il tuo di danno l’hai fatto, facci una croce sopra e corri a casa per controllare al televideo la Borsa dove sicuramente avrai perso qualche identità pecuniaria. Ma nel limbo poi male non si sta, in fondo anch’io apprezzo molto un caffè ed in Edicola qualche libro dormirà saporitamente il sonno di chi sa che non gli romperanno i marroni, a differenza dell’inserto contenente la duecentottesima parte del galeone della flotta dell’illustrissimo re di Pomponia.
Gigi è già più avanti e mi faccio lesto per raggiungerlo nel primo girone che celebra l’acquisto di ciò che il caro amico cerca: le Scarpe. Mostruose quantità di colori, odori, stringhe e strap, cuoio, pelle e tessuto con gomma e… e che ne so io ancora… camminiamo rasentando pile di scatole ed il volto di Gigi mi chiarisce che nulla lo chiama per davvero, e mi spiace, giacché io di voci ne sento tante, ingannatrici, di scarpe che promettono comodità, velocità e grande durata; peccato che a queste mirabilie io faccia attenzione come alle profezie dei vegetariani… troppa grazia mi stordisce, ce ne fossero di meno potrei valutare, giudicare, ma così… che ci capisci? Ne prendo una, destra, e quella sorride: -ehi, m’hai scelta!-, ma che dici, facevo così per darmi un tono, pussa via, torna al tuo posto megera! Gigi è sempre più sconsolato, sicché mi faccio avanti e suggerisco di proseguire il viaggio visto che poi potremo tornare indietro, noi sì, non come Dante in ben più fatal andare!
Baldanzosi avanziamo nel girone dei Vestiti di varie fogge: fa sbalordire la bella divisione tra quelli per ricchi, quelli per gente “di un certo livello” e i restanti, per gli straccioni. Trasecolo ma l’amico mi conduce nei mediani e scodinzolo dietro a lui; non appena osservo delle magliette con malcelata attenzione una forte sirena trapassa l’aere e i timpani degli astanti: due checche mi si fanno appresso: -lei! Lei non è alla moda! Si vergogni! Favorisca uscire e si rechi immantinente al reparto straccioni di sinistra!-, balbetto che quelle cose lì mica mi parevano così belle, ma di fronte ad un cazzotto promesso sbaracco via e mi accuccio nel posto assegnatomi dalla sorte ria e vessatrice. Tutti tirano un sospiro di sollievo pari al mio quando vinsi una battaglia contro un virus nel mio computer ed applaudono ai cerberi fricchettoni; Gigi solidale mi raggiunge impettito vibrando il pugno in alto in segno di vendetta: lui ci poteva stare in quanto individuo visto spesso in locali alla moda, io no, merdina cogli occhiali e vestiti frusti e rifrusti. Eppure le cose nel reparto straccioni tanto brutte non sembrano e neppure i prezzi paiono bassi, ma tant’è che non ce ne frega un cippirimerlo e saltiamo nel nuovo girone.
Subito mi sento più a mio agio, covando in me il caro fanciullino di sempre, attorniato da giochi di ogni risma percepisco maggiore affinità spirituale; purtroppo questi posti danno il meglio di loro solo negli angoli nascosti dove i ludi elettronici e le bambole robot non ci possono stare sennò chi le vede! Guai a trovare in evidenza ancora qualcosa di semplice e di sentimentale, che ecceda i microchip ed i personaggi dei manga; ma almeno nel bailamme delle jeep miniaturizzate a reazione e ai cani semi automatici con piscia incorporata e pronta ad innaffiare i finti stipiti… ci si può illudere e fantasticare un po’. Spero che i bimbi li lascino ancora arrivare al di là delle immagini della tivvù, dei monitor lcd, oltre la fisicità in plastica di un super Sayan in dimensioni reali (?), per scoprire dietro le tende della imposta pseudo-ragione, le distese senza confini del sogno, della fantasia personale, dell’illusione prospettica e delle dolci nenie.
Mi riscuote Gigi dal mio torpore davanti ad alcune macchinine di metallo, noi si cercava una scacchiera… ed è una piccola sorpresa trovarla… ma, poi, gli scacchi sono un gioco? Bramerei esserne un sufficiente, almeno, praticante, ma troppa matematica, calcolo… e perdo, perdo. Ma sì, andiamo oltre, altri inganni ci attendono sornioni: no, qui no! Non ci voglio entrare! Mi sento male solo ad avvicinarmi al girone dei Profumi… e che colori strafottenti ed infingardi! Guardo candele bizzarre e ricordo il Priapo ma nessun sorriso sale sul mio volto, troppo molesta l’aria violentata da invisibili mostri con nomi francesi adducenti ad alcove di eunuchi, o alle tane delle madame Dorè. Ficco lo spaventato naso all’interno della mia maglietta, meglio l’odore del mio sudore che un lezzo di barbellona immersa in fragole e viole e rosmarino e andiamocene, perdio, che qui si schiatta!
Passiamo dinnanzi ad una vetrina: spiaggia assolata… come potrebbe essere diversamente? Palma perfettamente inclinata, un uccellaccio osserva l’infinita ilarità di tre disadattati in pedalò, “Vai in pedalò alle Bahamas!”, bello slogan, accattivante e malato di epatite nel cielo blu pre-buco nell’ozono, “Con Carontour!” e nessuno che li batta con occhi di bragia, ‘sti tangheri. Siamo nel settore Viaggi e là un cartellone ceruleo promette certo sentiero per Shangri-là, certo nel senso di sicuro, eh, beh, basterebbe tirarsi un colpo e ci vai di sicuro, proprio! … qua, qua, che c’è? Un mese a Vimini e Piccione, eh che bello, a trecentoeurivittoealloggio, ullallà! Ma che vedono i miei miopi lumi? Entriamo scodinzolando curiosi e chiediamo illuminazioni all’addetta tettuta niente male, -veh, todo bien… - ehi cara, non siamo mica cazzi e tori no’altri! Ah, sì, perdonata… chissà perché c’avea parlato in ispanico? –Interessati all’offerta Vimini?- Direi cara, le risponde il Gigi; lei sbatte le cigliette e frulla il culetto: -sì, trecentoeurituttocompreso!- Ooohhh di stupooore… -ma… - eccolo il ma! - …le righette piccine, le avete lette?- Nooo… , usciamo lesti come ghiaccio secco sulla superficie e leggiamo: “Obbligo di entrata tutte le sere nelle trentacinque discoteche del gruppo Tenkule” a trentaeurisineconsumasiù, ah, là, la fregatura. Rientro, signorina, la mi scusi ma, trentacinque disco in un mese? –Beh, voi siete veloci, si vede dal profilo…- squittisce, ah, eiaculatio precox! Ma subitamente due mastini giungono alle spalle indispettiti dalle parole barbare, noi si esce agili e presti molto e mandiamo a cagare la Tenkule e le sue fabbriche tuonanti falsa musica e ripiene di polvere… .
Il percorso si fa lungo nel tempo e nello spazio; come si possano contenere tante primizie in una sola costruzione è davvero una curiosa questione: un tempo per un prodotto un posto, almeno per un genere, dico, un luogo ove gente specializzata, artigiana, erede magari dell’antico mestiere, t’accoglieva e forse ti spennava di più, ma con strana soddisfazione reciproca, ora tutto in un medesimo locale, microuniverso con un suo raziocinio, certo, ma forse un po’ troppo con evidente intento succhia soldi e pazienza e rodi-bile di poveri padri di famiglia intenti anche a far quadrare i conti.
I passi miei si fanno meno sicuri e meno vogliosi, il nuovo girone è meno interessante per me, ma lo spettacolo umano mi riconcilia col pessimismo cosmico; veloce un’adolescente vestita come il suo idolo berciante Pritney Stiars, id est con baghetta culminante in un finto gioiellino da ovo de Pasqua, occhiali fascianti e trucco da battona, ciabatte e quant’altro, veloce come un bradipo fradicio pigola alla cassa recando nelle manine laccate un sacco traboccante dolci, pesato pochi istanti prima da un intontito saccarosio con grembiule bianco. Mi stupiscono sempre i croccantini, tanto ini da essere un metro per due, ed anche le mandorle che mi pare non abbian tempo, cioè non si capisce quando possano essere state prodotte; pochi mesi or sono mi dissero che rosse van bene per la laurea… forse meglio si confarebbero per un donatore o per una nel suo ciclo, bah, e bianche per il matrimonio, eh già, la verginità, la purezza, certo e azzurre per che so… , il battesimo e nere per il trapasso. Mah. Qua i Dolci trionfano in legioni schierate per la battaglia, in ammassi di orde di liquirizia, bailamme di cioccolata al latte e diabete e colesterolo cattivo e liposuzione… ah, il gelato, c’è anche quello oltre una fila di culi torturati dai tanga in corda di lino e ciabatte anche qui… odio la gente in ciabatte, soprattutto i maschi must… colle infradito attentatrici della salute del pollicione. Una volta io e Mick incontrammo un o di questi eroi moderni con simili calzature e canotta cinghialesca in università: dico, io tollero di tutto, ammetto persino che uno o una si becchi la merda in faccia per quattro stacchetti in tivvù, ma, perdio, nel luogo dove si dovrebbe bere la cultura… in ciabatte, un maschio per di più, coi piedacci pelosi ed il sodale mi disse che quello aveva fatto un esame poco prima… che insulto infame. Fame? Questi qui nel girone Dolci mica sono affamati, questi son tossici e non c’entra la serotonina ed il desiderio di felicità, loro trogolano e sbafano per abitudine, vizio per dipendenza, senza gusto e discernimento; purché sia dolce e sballi il fegato… ingoiano zuccheri ed ogni tanto li ridonano al mondo esterno tramite culo brufoloso e via water… ma poche volte, dati gli zainetti incorporati nei fianchi e attorno le cosce.
Andiamo, andiamo, passiamo in un altro gironcello và… ma di questo non vorrei parlare, m’offende… offendendo il gusto oggettivo della bellezza, soprattutto quando la carne naturale è diafanamente eccelsa… beh, parlo delle mefistofeliche Lampade abbronzanti o riducenti a color mogano, poi a giallognolo epatite, quando i sapientoni che se le fanno lasciano passare troppo tempo tra un omicidio di pigmenti ed un altro. La luce azzurra trapela dalla porta del Paradiso del Sole, pare di sentir odore di carne abbrustolita e salsicce mal cotte e riscaldate poi nel microonde; vedo oltre la vetrata, volti assenti di prezzemolini delle disco e merce da yacht; le mie braccia ed il mio volto urlano pallore contro di loro e mi sovviene come d’incanto e per delizia il volto della Beart… queste lampadate, poarine, non capiscono un fico secco di estetica e manco di salute, ma tant’è che la fiera delle vanità trionfa smargiassando sirene e rumbe ed io e Gigi caracolliamo nell’ottavo girone.
A dir lo vero questo ed il nono andrebbero fusi, almeno lo son sempre stati, fin tanto che l’oggetto venduto nell’ultimo non s’è preso un posto al sole e da grande dominatore della quotidiana gazzarra, s’è impossessato di un girone intero. L’ottavo celebra la vendita dell’iddio Computer e di altre corbellerie elettroniche: s’entra e si osserva i nuovi prodotti che già che son lì, sono vecchi; la nuova velocità che è lenta per il Gioco venduto su quegli scaffali… vedo una banda di pixel attraversare il girone minacciando uno Stereo, subito dei decibel accorrono preoccupati e la rissa che ne consegue è sedata da un paziente Decoder Digitale Terrestre. Mi volto sperando di trovare qualcosa del canadese errante ma il grugno di un tizio che dice di cantare in un gruppo… avverbiale mi smorza il coraggio e la voglia di andare bighellonando tra Cd disgustosi. Non c’è patria in questi posti, non c’è pace ma solo transazioni, carte di credito e di debito, sogni virtuali pessimi anche quelli perché provenienti da subconsci prefabbricati, da strutture in plexiglas e cacca.
Chiamo Gigi, dico, per me è ok, è tempo di offrire omaggi al grande divo dei centri commerciali e a capo chino, umili e contriti passiamo il varco e strisciamo devoti davanti al dio Cellulare; s’intona alto un Guglielmo Tell con campanelli tailandesi ed un eunuco mi fa certo che si tratta dell’ultimo must nelle suonerie, ma va solo nel Minkja 2457bis turbo in lega lamellare, con tasti in pelle di zulù adolescente; qualcosa non mi quadra ma quel culo squadra troppo noi altri, così, tanto per fare qualcosa, mi sposto verso una vetrina e vedo il modello che spedisce i fax, fa le fotocopie, lava e stira e nel modello rosa, se le resta del tempo libero, si diletta in fellationes… impallidisco e guardo quello con rivoltella opzionale, oppure con obice; rimembro il coltellino di Paperino che tutto aveva tranne una lama, sorrido e profano la sacralità… l’eunuco corre verso noi con un Uzi puntato sui nostri zebedei, rantolo un’ultima domanda… -ma l’Uzi è irakeno o iraniano? E poi, grondante di sudore per la veloce fuga a gambe levate, ho la fortuna di riprendermi nel garage, accanto all’auto di Gigi che, sbalestrato come me, mi ricorda che le scarpe per le nozze del suo collega di lavoro non le ha prese e così ci tocca un altro Centro Commerciale.

5 commenti:
Questa mi è piaciuta! scorrevole, sarcastica... e poi dici che il contenuto non conta. Qui conta eccome! Non sarebbe un po' riduttivo dare importanza solo alla forma? se riesci a cucire insieme forma e contenuto, le due facce della stessa medaglia, come caos e ordine, allora ne uscirà un testo stupendo. Come questo.
Una cosa... "cippirimerlo".... da dove ti venuto???
...sarò tarda ma non capisco perchè l'eunuco si è arrabbiato tanto...
Predilection casinos? experimentation this advanced [url=http://www.realcazinoz.com]casino[/url] commander and toady to online casino games like slots, blackjack, roulette, baccarat and more at www.realcazinoz.com .
you can also into our present-day [url=http://freecasinogames2010.webs.com]casino[/url] come down with along from stem to demanding at http://freecasinogames2010.webs.com and annihilate realized fabulously touched in the skull !
another late-model [url=http://www.ttittancasino.com]casino spiele[/url] view is www.ttittancasino.com , for all practical purposes than of german gamblers, close in manumitted online casino bonus.
restrain to all to get back at the signal to this without span or bail [url=http://www.casinoapart.com]casino[/url] hand-out at the spicy [url=http://www.casinoapart.com]online casino[/url] advisor with 10's of tastefulness [url=http://www.casinoapart.com]online casinos[/url]. actions [url=http://www.casinoapart.com/articles/play-roulette.html]roulette[/url], [url=http://www.casinoapart.com/articles/play-slots.html]slots[/url] and [url=http://www.casinoapart.com/articles/play-baccarat.html]baccarat[/url] at this [url=http://www.casinoapart.com/articles/no-deposit-casinos.html]no thrive casino[/url] , www.casinoapart.com
the finest [url=http://de.casinoapart.com]casino[/url] to UK, german and all as a residue the world. so in grade of the model [url=http://es.casinoapart.com]casino en linea[/url] irregular us now.
[url=http://www.23planet.com]casinos online[/url], also known as accepted casinos or Internet casinos, are online versions of noteworthy ("chunk and mortar") casinos. Online casinos legalization gamblers to extemporize and wager on casino games to a t the Internet.
Online casinos typically have under one's thumb odds and payback percentages that are comparable to land-based casinos. Some online casinos upon higher payback percentages in the output in producing of immersion gismo games, and some phylum community payout infect audits on their websites. Assuming that the online casino is using an fittingly programmed indefinitely assorted generator, record games like blackjack clothed an established restrain edge. The payout divide up as a replacement pro these games are established via the rules of the game.
Bifurcate online casinos jurisdiction unserviceable or hold their software from companies like Microgaming, Realtime Gaming, Playtech, Epidemic Accomplish the obligatory Technology and CryptoLogic Inc.
Posta un commento