Quindi anche in fondo alla Terra, o in cima, da questo punto di vista, arriva l’ultimo dell’anno. Ti aspetteresti un sacco di differenze, un modo diverso, meno pressante e stupido di celebrare la fine convenzionale di un numero. Magari, ti dici, qui, in un mondo un po’ più giovane e meno eroso dalla furia dei tempi (!), magari qui brindano sobriamente con un ameno sorriso, magari se ne sbattono allegramente e son più legati ad altre tradizioni di memoria aborigena… . Magari, appunto. Si esce, io e Nick, col nostro zaino di ultimi dell’anno beceri ed ausonicamente stanchi, col pensiero dominante che s’ha da passare anche questa notte; volti verso la piaggia, ben sapendo che non troveremo uomini con famosi impermeabili blu, e nemmeno Catone. Passiamo lontani dall’antico Luna Park, pensate che orgoglio!, sicché entriamo di sbieco nel bailamme sulla beach: e che vi deve dire un umile, e timido narratore? S’era ai primi gironi, quelli dove la puzza non è poi così molesta e non costringe a ripararsi dietro a coperchi di grandi avelli… molta gente, penso, ora, mentre scrivo, mi pare poca… , e molto giovane, con qualche sparuto anziano molle sul prato e qualche famigliola, bimbo e carrozzina. La maggioranza, iovani… e bottigliette vuote e corse sulla rena e urla e baci rapiti dù ore prima dell’opportuno e noi ci si siede un attimo. Guardo e trasecolo nella mia dolorosa ignoranza nel sapere datare le persone, se non si taglia loro il cranio, sì da contar gli anelli… : gli ometti tradiscono la loro ioventù e la loro fottuta urgenza d’essere omini, coi vestiti alla moda e la paina a tre quarti e mi par di essere in Val Trompia non fosse per la dominante lingua macellara; ma le fanciulle… improbabili donne nel belletto esagerato e non più bambine coi seni alla mercé degli sguardi e i fianchi tradenti birra e fumo. Ma Nick ha amici da qualche altra parte, sicché si cambia idea e si sale su di un tram: qui si scende nel lercio, con una prima chiazza di vomito saltata per caso, una seconda per consiglio ed una terza sullo scalino per scendere. Chi pulirà domattina? Penso, pratico; mentre tutti i nuovi arrivi storcono il naso come se fossero sempre vissuti nella candeggina, suvvia l’è l’ultem de l’an! Semel in anno licet… mai creduto, comunque leggo gli auguri di Franceschino dalla terra Ausonia e penso che lui passerà il suo ultimo, pieno di sbornia e fiche, anche se lassù nevicherà. E si stringeranno al caldo, per dio. Scendiamo e l’orror vacui si impossessa della città: ci si muove a stento, tra mille razze e mille puzze e mi dico che anch’io darò del mio; si và in avanti, verso nessun avanti però ed al primo posto creduto convenuto, non c’è nessuno dei conosciuti. E Nick messaggia e cerca ed io dietro, schiacciato dalla paura di restar sperduto nel pelago umano; si riparte e l’ostacolo è arduo e ci vuol impedire il nostro fatale andare: un concertino, una massa bipede che staziona innanzi ed un rivo interno nel quale ci dibattiamo per passare, tra i miei insulti nella lingua madre coverti dal berciare del presunto cantante e dei confermati ubriachi, ma siamo sotto il ponte e ci saliamo, sbagliando, ed era certo, il lato. –Abbiamo dieci minuti per andar di là- mi dice il Nick ed io maledico la sorte ria e vessatrice che in questo posto mi fa solo camminatore; ma è un po’ più semplice, se solo un faro non mi impedisse mezzo campo visivo… ricordo Apocalypse Now e sento i Doors… ma non è questa la fine, amico… siamo di là ed a meno tre dal gong troviamo i sodali di Nick, che carpisce attimo ed occasione per vivaci scambi opinionistici con virgo veneranda cangura. E poi bum! Venti minuti di fuochi d’artifizio e il capolavoro cinematografico mi torna tra le palle degli occhi, e m’aspetto conigliette… e bum! e bum! Colorati fantasiosi e chissà quanto costosi… e oooh d’ammirazione, io vedo la guerra coi suoi scoppi ed i suoi colori… traccianti nel buio mortifero e oooh per l’ennesima scia colorata tra il fumo e l’orribile puzzo suo e mi volto in cerca di Barbariccia e Farfarello e Behemot ed Azazello e Fagotto-Korovev… ma non ho la lestezza utile a coglierli in flagrante. Venti minuti smargiassoni e tronfi… poi si placa lo iubilo della folla e dei cuori e possono tornare a sgarganazzare alcolici. Finiti li fuochi tutto riprende a muoversi… e urlano eppiniuiear dovunque e a chiunque, seh, vedrete mai che nuovo anno… ancora crocchi pieni di birra e vino, abbracci di figli di qualcuno con prole di qualcun altro, dimentichi dei volti dei loro padri. Giovini baccanti, che non riuscirebbero a sradicare una pianta di fragole, mi passan davanti come sarabande pazze e gighe sgangherate… poi camminiamo verso qualcosa che non so, riesco ad ottenere al mercato nero dell’acqua e percepisco le risate… poi arriviamo giusto in tempo per vedere baldi frutti di questa terra delle possibilità, pisciare davanti ad un hotel… e Freud, aveva ragione, tutta la demenza si riduce alle dimensioni e all’esibizione del pene e questi qui sono ancora al piacere di emettere piscio… dove, dove siete Aglaia, Talia, Sofrosine… dove Judy, dove Ann, dove i dorati giovini dell’età dell’oro, dove gli eroi, dove Calipso, dove Pelia e Giasone, dov’è parcheggiata Argo, dove Caligola e Nerone, dove Cola di Rienzo e dove Capaneo, dove Vanni Fucci e papa Sandrino Borja… ???? Dov’è mediocrità e sfacelo, qui è casa mia. Non cambia niente in migliaia di chilometri, manco seppellissero queste città sotto la lava, spunterebbero le guglie dei macdonald e quelle delle church… . Per gionta ci si mette un caldo mai provato che durante il dì avea raggiunto i quarantatre gradi e che di notte ti fa parer d’essere in agosto ma a mezzogiorno a riminiriccionecattolica. Ed il vento… ma nella bufera infernale cangura nessuna Francesca e nessun Paolo vengono a raccontare del loro triste amore. È più non andiamo avante e torniamo a dormire. Qualcosa di giusto.
giovedì 28 giugno 2007
31/12/2005
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4 commenti:
Perfettamente inutili le prime sette righe e 1/2.
Meraviglioso il resto.
bacio
lorena
andre è mio!!viva il resort on la playa..prima o poi il tuffo sarà condito di respiro e vita..
andre è mio!!viva il resort on la playa..prima o poi il tuffo sarà condito di respiro e vita..
E no. spiacente Andre è mio! E non si discute. No no.
:-)
Lorena
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