sabato 26 aprile 2008

a long long way to go

VI

Avevo i passi pesanti

impronte nella rena profonde

ma incerte senza un Gesù personale.

Pesante volume sulle ginocchia

altrove carole, rose colte, schermaglie.

Andate e ritorni lo stesso: da nulla a nulla

e viceversa, con nulla tra le dita:

un anno di più, stagioni come fogli di calendario

ondeggianti dopo lo strappo.

A pensarci… il Mella scorreva come oggi

sordo ai lamenti, alle campane, ai lanci di riso

ai cortei, ai lavori, alle nevrosi

all’utopia, al disincanto.

Sul ponte si sostava e si sosta,

passavan carrozze, passan automobili

passeranno in tempi che solo all’apparenza

loro stanno cambiando: io?

certo, meno capelli.

VII

Torna il killer sul luogo dell’omicidio?

Per quanto ci si arrabatti con la colla

i cocci non tornan vasi.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

VI. Questa è la prima brutta cosa che tu abbia scritto.Suona strana, quasi fasulla.
VII. E' come la nebbia. Lascia il tempo che trova.

ros ha detto...

A long long way to go....
Why do you need a long long way to go, don't you know your objectives in this life, that is given to us and as such even if you don't know your way around you shall always have a long long way to go to find it, let it be the moon or the deepest oceans, a desert dune or a iceberg, o un piccolo ruscello dietro a casa tua, ma sempre con in tests il pensiero del "it will take a long long way to go".