VI
Avevo i passi pesanti
impronte nella rena profonde
ma incerte senza un Gesù personale.
Pesante volume sulle ginocchia
altrove carole, rose colte, schermaglie.
Andate e ritorni lo stesso: da nulla a nulla
e viceversa, con nulla tra le dita:
un anno di più, stagioni come fogli di calendario
ondeggianti dopo lo strappo.
A pensarci… il Mella scorreva come oggi
sordo ai lamenti, alle campane, ai lanci di riso
ai cortei, ai lavori, alle nevrosi
all’utopia, al disincanto.
Sul ponte si sostava e si sosta,
passavan carrozze, passan automobili
passeranno in tempi che solo all’apparenza
loro stanno cambiando: io?
certo, meno capelli.
VII
Torna il killer sul luogo dell’omicidio?
Per quanto ci si arrabatti con la colla
i cocci non tornan vasi.

2 commenti:
VI. Questa è la prima brutta cosa che tu abbia scritto.Suona strana, quasi fasulla.
VII. E' come la nebbia. Lascia il tempo che trova.
A long long way to go....
Why do you need a long long way to go, don't you know your objectives in this life, that is given to us and as such even if you don't know your way around you shall always have a long long way to go to find it, let it be the moon or the deepest oceans, a desert dune or a iceberg, o un piccolo ruscello dietro a casa tua, ma sempre con in tests il pensiero del "it will take a long long way to go".
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