1.
Giugnemmo alla Disko ancor che fosse tardi: Jig zigzagò mugolando litanie gitane, buscando un pertugio atto ad ospitar la car. Rinvenutolo, calcammo la ghiaia insino all’ingresso per i framassoni. Innanzi a quello plebeo sostava sudaticcia la folla degli adolescenti.
2.
Dinoccolammo davanti agli invidi guardi e avanti al guardia ristemmo: Ram incrociò i lumi dell’uomo in nero, auricolarato; iovine di prima barba come muffa, scorrea la lista di basciati dalla sorte; poi ci scannerizzò preciso: - tre, p.r. Rogno, favorite la parola d’ordine.
3.
Mi si seccaron le fauci; Ram gli si fece appresso e sicuro proferì: - l’umile igumeno Pafnutji firmò di sua mano. Jig ed io ci guatammo basiti; il gorilla implume si fece di sbieco e lasciò libero il nostro fatal andare. Ancor sorpreso lo locchiai passar ad altri e ripeter il rito.
4.
Pareti nell’atrio, rosse, striate di bianco; nel piancito nero incastonate sfere trasparenti con inglobate luci, dirette verso la volta buia. Breve ambulacro: ai lati due acquari: tapini figli di Nettuno natano impediti d’affondate riproduzioni della Disko stessa.

4 commenti:
Uno Stefano Benni dal linguaggio più ricercato (se si può dire che quello di Benni non lo sia). Mi è piaciuto fes! Ma non scrivi più nulla?
carissmo,
già detto che sei bravo, c'è benni, ma direi di più, carlo emilio e direi, un pizzico di kubrik di clockwork orange. ciao ti aspettiamo giovedì m.g.
carissmo,
già detto che sei bravo, c'è benni, ma direi di più, carlo emilio e direi, un pizzico di kubrik di clockwork orange. ciao ti aspettiamo giovedì m.g.
Una sorta di viaggio nell'ade illuminata da strobo e amara ironia. Ottima idea la suddivisione in paragrafi malgrado il pezzo sia così breve.
Bellissima l'immagine finale degli acquari. Pesci fuor d'acqua scrutano altri pesci nell'acqua come a dire che non c'è soluzione:non esiste, per chi scrive, un posto dove stare.
Pezzo tristissimo, davvero interessante.
baci
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