Scrivere…
Quando la voce ti si abbassa sottosuolo, quando la testa duole e il cuore stantuffa olio di gomito.
Scrivere… anche quattro pensieri in croce.
Sento le mie parole volare via falene notturne, cazzate diurne. Vuote di senso e di destinazione.
Le ascolto: partorite dalla contingenza, in seguito ad una domanda, ad una esigenza, ad un qualche istinto di sopravvivenza. Parole incestuose. Parole handicappate. Parole amorfe. La colonia degli Amorfi.
Scrivere… e non sentire altro che una goccia nell’acquaio riempito di liquido salato, altro che fontana malata.
Scrivere… ma se non ci sei… che cazzo scrivi?
Scrivere… per non morire, ma si muore un poco, per vivere. Le parole ribolliscono dentro, poi sbucano fuori, nate morte: e fluttuano via, anime. Psicopompo verboso.
Scrivere… ad un crocicchio c’è un crocchio che scricchiola sussurri e voci di corridoio. C’è una crepa ovunque. Appoggiato alla lavagna: there’s a crack in everywhere. È così che la luce passa.
Scrivere… bisogna accendere il lume. Porca troia, la mia mente è in un cul de sac.

1 commento:
L'istinto di sopravvivenza: come è possibile in esseri che preferirebebro non essere mai nati?
Scrivere..che senso ha la scrittura nella nullificazione?
Per uscire dal cul de sac è sufficiente tirar fuori la testa dal sacco. Per uscire dal sottosuolo è sufficiente smettere di scavare. Ma spesso scavare fa meno paura.
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